Nonostante gli obblighi relativi alle percentuali minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica scatteranno dal 1° gennaio 2030, la Commissione europea si sta già muovendo per definire le regole tecniche che consentiranno alle imprese di calcolare e dimostrare il rispetto di tali requisiti.Il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR), all’articolo 7, introduce percentuali minime di plastica riciclata ottenuta da rifiuti post-consumo per diverse categorie di imballaggi, da rispettare per ciascuna componente in plastica che rappresenti più del 5% del peso totale dell’unità di imballaggio. Tali percentuali dovranno essere calcolate “come media per impianto di produzione e per anno”, con obiettivi fissati per il 2040 destinati a diventare progressivamente più ambiziosi.
Il 14 agosto 2026, la Commissione europea ha pubblicato una nuova Call for Evidence dedicata proprio all’attuazione dell’articolo 7. Il documento anticipa i lavori per l’adozione di due atti di esecuzione e un atto delegato, destinati a disciplinare:
- la metodologia di calcolo e verifica del contenuto riciclato;
- il formato della relativa documentazione tecnica da inserire nel fascicolo tecnico, come da allegato VII;
- i criteri di sostenibilità delle tecnologie di riciclo plastico;
- le condizioni per valutare e certificare l’equivalenza del contenuto riciclato proveniente da paesi terzi.
Tra gli aspetti sui quali la Commissione sta chiedendo agli stakeholder di fornire dati ed evidenze figurano: i volumi di contenuto riciclato importato nell’UE da Paesi terzi, la quota di imballaggi in plastica immessi sul mercato europeo provenienti da Paesi extra-UE e l’individuazione dei principali Paesi di origine della plastica riciclata importata.Un’attenzione particolare è infine rivolta agli schemi di verifica e certificazione e ai sistemi di catena di custodia già utilizzati per garantire e dimostrare la tracciabilità lungo la catena di fornitura, compresa la corretta gestione dei bilanci di massa. L’obiettivo è valorizzare, ove possibile, sistemi già in essere, limitando duplicazioni non necessarie. La stessa Commissione europea precisa che le evidenze raccolte contribuiranno alla definizione della legislazione futura.
Il percorso verso il 2030 è ancora lungo, ma le regole che accompagneranno le imprese verso questa scadenza inizieranno a prendere forma molto prima, già entro la fine del 2026.
Per le imprese è quindi un’occasione per seguire l’evoluzione normativa fin da ora ed evitare di dover affrontare, sia la comprensione delle misure previste sia l’operatività degli adeguamenti richiesti, troppo a ridosso delle scadenze.
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