L’analisi sensoriale come motore dell’innovazione nella ristorazione scolastica
CERCARE DI COMPRENDERE IL CONSUMATORE PER PROGETTARE ALIMENTI CHE ABBIA DAVVERO VOGLIA DI MANGIARE!
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di innovazione alimentare, sostenibilità e alimentazione sana. Tuttavia, quando si sviluppa un nuovo alimento, ci si concentra ancora troppo frequentemente sugli aspetti nutrizionali e tecnologici, dando quasi per scontato che un prodotto “corretto” venga automaticamente accettato dal consumatore.
Nella pratica non è così!
Un alimento può essere nutrizionalmente equilibrato, sicuro, sostenibile e perfettamente realizzabile dal punto di vista tecnologico, ma se non viene consumato perde gran parte del suo valore. Questo è particolarmente evidente nella ristorazione scolastica, dove l’obiettivo non è semplicemente servire un pasto sano, ma fare in modo che quel pasto venga realmente mangiato. È proprio qui che l’analisi sensoriale può fare la differenza.
Per molto tempo questa disciplina è stata associata quasi esclusivamente ai test di gradimento eseguiti sul prodotto finito. Oggi, invece, il suo ruolo è molto più ampio. L’analisi sensoriale rappresenta un vero strumento di progettazione, capace di aiutare aziende e professionisti a comprendere il comportamento del consumatore e a sviluppare prodotti che rispondano realmente alle sue esigenze.
LA MENSA SCOLASTICA: UN’OPPORTUNITÀ PER EDUCARE ATTRAVERSO IL CIBO
La mensa scolastica non è soltanto un servizio di ristorazione. È un ambiente educativo, un luogo in cui i bambini imparano a conoscere nuovi alimenti, costruiscono le proprie abitudini alimentari e sviluppano il rapporto con il cibo.
Oggi questa funzione assume un’importanza ancora maggiore. L’aumento del sovrappeso e dell’obesità infantile, insieme alla crescente attenzione verso modelli alimentari più sostenibili, rende necessario promuovere un maggiore consumo di alimenti di origine vegetale già durante l’età scolare.
Tra questi, i legumi occupano un ruolo centrale. Rappresentano un’importante fonte di proteine vegetali, fibre, vitamine e minerali e sono indicati dalle linee guida nutrizionali come alimenti da consumare regolarmente. Eppure, nelle mense scolastiche, sono spesso tra i piatti meno apprezzati e più soggetti a spreco.
Il problema, quindi, non è soltanto inserire i legumi nel menù, ma capire come proporli in modo che vengano accettati e consumati dai bambini.
PERCHÉ I BAMBINI RIFIUTANO ALCUNI ALIMENTI?
Quando un bambino rifiuta un alimento, la risposta non è quasi mai riconducibile a un solo fattore. Il primo giudizio avviene ancora prima dell’assaggio. Il colore, la forma, l’aspetto generale del piatto e persino il modo in cui viene presentato influenzano le aspettative del bambino. Successivamente entrano in gioco aroma, sapore e consistenza. Nei prodotti a base di legumi, ad esempio, note erbacee, leggere sensazioni amare o consistenze farinose possono rappresentare elementi poco graditi.
A questi aspetti sensoriali si aggiungono fattori psicologici e comportamentali. Uno dei più importanti è la neofobia alimentare, ovvero riluttanza verso alimenti nuovi o sconosciuti. I bambini con livelli elevati di neofobia tendono ad avere una dieta meno varia e mostrano maggiori difficoltà nell’accettare verdure, legumi e altri alimenti poco conosciuti.
Ridurre tutto a un semplice “non gli piace” significa quindi semplificare eccessivamente un fenomeno molto più complesso.
L’ANALISI SENSORIALE COME STRUMENTO DI INNOVAZIONE
È proprio per comprendere questa complessità che entra in gioco l’analisi sensoriale.
Essa integra strumenti diversi per descrivere il rapporto tra consumatore e alimento. Oltre alle caratteristiche sensoriali, è possibile valutare aspetti come la familiarità con il prodotto, le emozioni suscitate durante il consumo, il livello di neofobia e persino gli scarti alimentari.
Osservati singolarmente, questi elementi forniscono informazioni utili. Analizzati nel loro insieme, permettono invece di costruire una fotografia molto più completa del comportamento del consumatore e di comprendere quali siano le reali barriere all’accettabilità.
Per un Tecnologo Alimentare questo significa poter progettare un prodotto partendo dai bisogni e dalle idee del consumatore e non esclusivamente dalle caratteristiche dell’alimento.
DALLA COMPRENSIONE DEL CONSUMATORE ALLA CO-CREATION
Una volta individuate le esigenze del consumatore, il passo successivo consiste nel trasformarle in soluzioni concrete.
In questo senso la co-creation rappresenta uno degli approcci più interessanti. Coinvolgere direttamente i consumatori nelle prime fasi dello sviluppo consente di raccogliere indicazioni preziose sulle loro aspettative, sulle preferenze e sugli elementi che influenzano la scelta di un alimento.
Nel caso della ristorazione scolastica questo significa mettere i bambini al centro del processo di innovazione, non perché debbano progettare il prodotto, ma perché le loro esigenze diventino il punto di partenza per chi lo sviluppa.
L’obiettivo non è realizzare un alimento semplicemente nuovo, ma trovare il giusto equilibrio tra innovazione e familiarità. Un piatto completamente diverso da ciò che il bambino conosce rischia infatti di essere rifiutato; al contrario, un prodotto che introduce elementi innovativi mantenendo caratteristiche di familiarità ha molte più probabilità di essere accettato.
Conclusioni
Integrare analisi sensoriale e co-creation permette di sviluppare prodotti più vicini alle aspettative dei bambini, favorendo l’accettazione di alimenti salutari e sostenibili e contribuendo, allo stesso tempo, alla riduzione degli sprechi alimentari.
Nel caso della ristorazione scolastica, questo significa avere la possibilità di sviluppare alimenti che non siano soltanto equilibrati dal punto di vista nutrizionale e sostenibili sotto il profilo ambientale, ma anche realmente apprezzati dai bambini.
In fondo, il successo di un alimento non si misura solo dalla qualità della sua formulazione, ma dalla sua capacità di essere accolto positivamente da chi lo deve consumare. È proprio questa la sfida che oggi l’analisi sensoriale è chiamata ad affrontare!
Autori
Dott. Federico Turini – Dottore Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari (LM-70), Sensory Project Manager qualificato presso la Società Italiana di Scienze Sensoriali (SISS)
Dott. Andrea Bartalini – Dottore Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari (LM-70), Sensory Project Manager qualificato presso la Società Italiana di Scienze Sensoriali (SISS)
Bibliografia:
Laureati, M., Bergamaschi, V., & Pagliarini, E. (2015). Assessing childhood food neophobia: Validation of a scale in Italian primary school children. Food Quality and Preference, 40(PA), 8–15. https://doi.org/10.1016/j.foodqual.2014.08.003
Durço, B. B., Farias, C. O., Pimentel, T. C., Tavares Filho, E. R., Gámbaro, A., Cruz, A. G., Duarte, M. C. K., & Esmerino, E. A. (2025). Redefining innovation: the role of co-creation in collaborative new food product strategies. In Current Opinion in Food Science (Vol. 63). Elsevier Ltd. https://doi.org/10.1016/j.cofs.2025.101298
Dinnella, C., Morizet, D., Masi, C., Cliceri, D., Depezay, L., Appleton, K. M., Giboreau, A., Perez-Cueto, F. J. A., Hartwell, H., & Monteleone, E. (2016). Sensory determinants of stated liking for vegetable names and actual liking for canned vegetables: A cross- country study among European adolescents. Appetite, 107, 339–347. https://doi.org/10.1016/j.appet.2016.08.110
Cooke, L. (2007). The importance of exposure for healthy eating in childhood. Journal of Human Nutrition and Dietetics, 20(4). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17635306/
Giacalone, D., Duerlund, M., Bøegh-Petersen, J., Bredie, W. L. P., & Frøst, M. B. (2014). Stimulus collative properties and consumers’ flavor preferences. Appetite, 77, 20–30. https://doi.org/10.1016/j.appet.2014.02.007
Białek-Dratwa, A., Szczepańska, E., Szymańska, D., Grajek, M., Krupa-Kotara, K., & Kowalski, O. (2022). Neophobia—A Natural Developmental Stage or Feeding Difficulties for Children? In Nutrients (Vol. 14, Issue 7). MDPI. https://doi.org/10.3390/nu14071521
MV CONSULTING Srl è una società di consulenza specializzata nel settore alimentare e dei materiali a contatto alimentare a livello internazionale. L’esperienza e la competenza dei suoi consulenti, maturata in contesti industriali, può aiutarti ad affrontare in modo professionale ogni progetto.
MV CONSULTING Srl è già la scelta di importanti realtà industriali del mondo produttivo e distributivo alimentare e di materiali a contatto alimentare. Confrontati con un nostro consulente e scopri il nostro valore.
Informazioni sull’autore: MV Consulting srl
© MV CONSULTING srl – Diritti Riservati