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PREVENZIONE DELLA CONTAMINAZIONE FISICA NEGLI ALIMENTI: STRATEGIE OPERATIVE E DUE DILIGENCE

LE IMPLICAZIONI CRITICHE DEL RISCHIO CORPI ESTRANEI


La contaminazione fisica negli alimenti è un tema di grande importanza e non siamo nuovi a ribadire che la sicurezza alimentare è il fondamento su cui si costruisce la fiducia del consumatore ma anche la reputazione del marchio.  

Prevenire la contaminazione fisica negli alimenti non è quindi solo un requisito (di legge) per il bene del consumatore ma anche una “necessità” per creare la fiducia fra produttori e consumatori, sintetizzando: la prevenzione delle contaminazioni fisiche è una buona pratica legale e commerciale. 

Se guardiamo alle statistiche periodiche è facile vedere come il rischio associato alla presenza di Corpi estranei negli alimenti è estremamente elevato e le conseguenze di un’inosservanza possono essere molto gravi. 

Un esempio? Solo nel 2024, la contaminazione fisica è stata la causa del 28% di tutti i richiami di prodotti in mercati chiave come il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Germania e l’Australia. Fra i corpi estranei maggiormente riscontrati troviamo il metallo e la plastica.  

Il fatto di un elevato tasso di ritrovamento legato a due categorie maggioritarie ci suggerisce due pensieri: 

  1. La persistenza unita alla gravità di questo pericolo è molto più diffusa nel panorama alimentare di quanto ci aspettiamo (28% di tutti i richiami di prodotti) 
  2. Le attuali misure di prevenzione non sono probabilmente così performanti come crediamo

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COME APPROCCIARE CORRETTAMENTE LA PREVENZIONE DELLA CONTAMINAZIONE  FISICA NEGLI ALIMENTI 


Le normative quadro UE che parlano di prevenzione di pericoli da contaminazione fisica sono il Regolamento 178/2002/CE e il Regolamento 1935/2004/CE (per i materiali e oggetti destinati al contatto con alimenti). Esistono poi moltissimi atti normativi e linee guida che parlano di prevenzione della contaminazione fisica negli alimenti, tuttavia, queste due norme rappresentano la “base di partenza giuridica” almeno per gli Stati Membri. 

Oltre al comparto cogente, molte realtà alimentari, affrontano in modo efficace il rischio da Corpi estranei attraverso l’implementazione di un programma di sicurezza alimentare solido, guidato da standard riconosciuti a livello globale come, ad esempio, quelli approvati dal GFSI (Global Food Safety Initiative): BRCGS, IFS, SQF e FSSC 22000 (Sicurezza alimentare – Mv Consulting).

Chi aderisce, volontariamente, a questi standard si cimenterà con diversi requisiti che impongono l’uso di un sistema di analisi dei rischi per identificare, mitigare e controllare i pericoli potenziali, fra i quali spiccano i Corpi estranei. L’ottenimento dello status di azienda certificata ai sensi della norma di riferimento, di fatto non è “solo” un vantaggio commerciale ma, bensì rappresenta un’attestazione di Due Diligence, ovvero la dimostrazione di aver adottato tutte le misure precauzionali necessarie. 

Operare in Due Diligence è fondamentale non solo per la conformità normativa, ma per la sopravvivenza commerciale in un mercato sempre più attento alle allerte sanitari per corpi estranei. 

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PRINCIPALI FONTI DI CONTAMINAZIONE FISICA NEGLI ALIMENTI: ULTIMI 5 ANNI


Facciamo una premessa: la contaminazione fisica è un evento occasionale (ma a volte anche volontario) che può verificarsi in qualsiasi punto della catena di produzione, dalle materie prime al confezionamento finale. Secondo i dati raccolti con l’ausilio di Normativa Alimentare, la contaminazione fisica è responsabile del 28% circa dei richiami di prodotti (riferimento anno 2024). Fra i corpi estranei a maggior incidenza troviamo diverse macro-fonti:  

A. Contaminanti legati ai Materiali (Materie Prime e Naturali) 

  • Contaminanti naturali: Si tratta di corpi estranei intrinsecamente presenti nelle fonti alimentari, come le ossa calcificate nella carne, nel pollame e nei prodotti ittici, o i noccioli nella frutta e nella verdura. 
  • Contaminanti esogeni nelle materie prime: Oggetti che possono introdursi durante la raccolta o la manipolazione iniziale, come ami da pesca, aghi veterinari o pietre nelle verdure.

B. Contaminanti legati ai Processi (Macchinari e Manutenzione)

  • Guasti o malfunzionamenti delle macchine: La rottura delle macchine di produzione è una causa frequente di contaminazione fisica. Esempi specifici includono frammenti di lame, filo di ferro proveniente da setacci rotti o altre parti meccaniche. 
  • Procedure di manutenzione: Attrezzi, viti o altri componenti lasciati inavvertitamente sulla linea di produzione o nelle vicinanze possono cadere nel prodotto. 
  • Pulizia inadeguata: L’assenza di procedure di pulizia adeguate può lasciare residui o frammenti che contaminano i lotti successivi. 

C. Contaminanti legati al Personale e all’Ambiente

  • Introduzione accidentale da parte dei dipendenti: Oggetti personali (gioielli, penne, ecc.) possono accidentalmente finire nel flusso produttivo. 

D. Contaminanti legati al Confezionamento (fine linea)

  • Difetti nella confezione: Problemi nel processo di sigillatura, tappatura o chiusura del coperchio possono generare contaminanti o lasciare il prodotto esposto. 
  • Materiali di imballaggio: Frammenti di vetro provenienti dalle bottiglie o contaminanti in metallo nelle confezioni in pellicola metallizzata rappresentano rischi specifici. 

Se facciamo una disamina più accurata tuttavia, vediamo come i contaminanti più comuni e che sono responsabili della maggior parte dei richiami recenti sono il metallo e la plastica.  

Un fattore importante da considerare in questa valutazione, sono le “dimensioni“ dei contaminanti. Mentre per la UE non sono definiti limiti critici armonizzati e quindi potenzialmente tutti i corpi estranei sono considerati ad elevata gravità, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense definisce i contaminanti come corpi estranei di dimensioni comprese tra 7 e 25 millimetri. Sebbene particelle anche più piccole possano causare danni ai consumatori non sono da considerarsi di fatto corpi estranei oggetto di attenzione, almeno a livello di salute. Se avete ben letto sopra tuttavia, lo sono però a livello di “brand reputation”. 

MIGLIORI METODICHE PER IL RILEVAMENTO E PREVENZIONE DA CONTAMINAZIONE FISICA NEGLI ALIMENTI


Vediamo adesso se e come poter prevenire la Contaminazione Fisica negli Alimenti. In primo luogo, come sempre ribadiamo, la competenza sulle metodiche HACCP e HARA deve essere elevata a prima condizione. Avere un Team aggiornamento e competente è sempre un vantaggio strategico…anche commerciale! 

Successivamente, secondo un’analisi dei rischi oggettivo e pragmatico, sarà forse necessario valutare l’introduzione di sistemi di rivelazione dei contaminanti. Le due tecnologie principali sono la Rivelazione dei Metalli e l’Ispezione a Raggi-X. Anche i selettori ottici sono strumenti con indubbi vantaggi ma sono sempre sono di facile applicazione, dipende molto alla natura del prodotto sottoposto ad analisi e controllo. 

Sistemi di Rivelazione dei Metalli (Metal Detector)
Si tratta della tecnologia più diffusa nel settore alimentare, è anche quella con maggior “età” e che può funzionare su quasi ogni tipologia di prodotto alimentare. Vediamo le sue caratteristiche.

  • Funzionamento: Questi sistemi utilizzano la tecnologia a frequenza elettromagnetica (che non presenta rischi noti per l’uomo) e si basano sulla permeabilità magnetica e sulla conducibilità elettrica per l’identificazione. 
  • Rivelazione: Individuano tutti i metalli, inclusi quelli ferrosi (cromo, acciaio), non ferrosi (ottone, alluminio) e acciai inossidabili magnetici e non magnetici. 
  • Vantaggi applicativi: Funzionano efficacemente in condizioni di alta velocità, freddo, caldo, umidità e polvere. Sono la scelta ottimale quando il metallo è l’unico rischio identificato, per l’ispezione in condizioni di caduta o in tubazioni, e sono preferiti per l’individuazione dell’alluminio, la cui bassa densità rende difficile la rivelazione a raggi-X. 

Una limitazione è sicuramente quella l’utilizzo su prodotti alimentari ad alta umidità e acqua libera, che possono causare fenomeni di alterazione del campo magnetico con conseguente errore di lettura. Anche la competenza del personale chiamato all’utilizzo può essere un fattore da tenere in debita considerazione. 

Sistemi di Ispezione a Raggi-X
Si tratta di una tecnologia più moderna e meno diffusa nel settore alimentare, soprattutto anche in virtù di un costo maggiore dell’attrezzatura nonché per la necessità di un utilizzo più attento. Tuttavia ha un livello di garanzia superiore. Vediamo le sue caratteristiche.

  • Funzionamento: Misurano le differenze nell’assorbimento dei raggi X attraverso i prodotti per identificare le variazioni di densità. Le emissioni di raggi-X sono totalmente contenute e inferiori a 1 uSv/h. 
  • Rivelazione: Individuano una vasta gamma di Corpi estranei oltre al metallo, inclusi vetro, pietre minerali, ossa calcificate, ceramica, gomma e plastica ad alta densità. 
  • Vantaggi aggiuntivi (Controllo Qualità): Oltre alla rivelazione, possono eseguire contemporaneamente controlli di qualità aggiuntivi, come la misurazione del peso, la verifica dei livelli di riempimento, l’individuazione di prodotti mancanti o rotti, e la verifica dei componenti. 
  • Applicazioni chiave: Sono indispensabili quando i contaminanti non metallici sono un rischio, quando il prodotto è in una confezione di metallo (che impedirebbe l’uso del Metal detector), o quando sono necessari controlli di completezza e peso.

DOVE POSIZIONARE GLI SRTUMENTI PER LA RILEVAZIONE DELLA CONTAMINAZIONE FISICA NEGLI ALIMENTI


Le soluzioni di rivelazione descritte sopra si collocano spesso in presenza di Punti Critici di Controllo (CCP) identificati dall’analisi dei rischi, ovvero come saprete, in punti in cui è possibile prevenire o ridurre il rischio a un livello accettabile il pericolo.  

Alcune delle soluzioni possibili sono ad esempio: 

  1. Merci in entrata: Ispezionare qui riduce al minimo lo spreco di prodotto prima che venga aggiunto valore e protegge le macchine a valle da danni causati da contaminanti. Tuttavia, non garantisce che il prodotto finito sia esenta da contaminazione fisica. 
  1. In lavorazione: Identificare problemi (come il metallo proveniente da setacci rotti) e rimuovere il prodotto contaminato prima di aggiungere altro valore, consentendo la rilavorazione e riducendo gli sprechi. Anche in questo caso, tuttavia, il rischio di una successiva Contaminazione Fisica nell’alimento non è garantita. 
  1. Fine linea: È l’ultimo punto di verifica per la presenza di contaminanti introdotti durante il confezionamento. Questa ispezione è fondamentale per dimostrare la Due Diligence a rivenditori, autorità e clienti. Si tratta, come consuetudine, del punto a maggior valore nella ricerca e detectabilità dei corpi estranei, tuttavia, non sempre è possibile utilizzare in questa fase tecnologie per la prevenzione della contaminazione fisica. 

CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI 


La prevenzione della contaminazione fisica degli alimenti, non può basarsi su una sola funzione legata alle tecnologie di rilevamento dei corpi estranei.  

Anche attraverso lo studio HACCP o HARA emerge sicuramente la necessità di una strategia di prevenzione efficace e multiattività caratterizzata da un approccio metodologico e gestionale.  

Potremmo valutare una proposta basata su uno schema in cinque fasi, che permette di strutturare la sicurezza alimentare come un processo dinamico: 

Fase uno: identificazione e mitigazione dei rischi (HACCP o HARA)
Prima di qualsiasi investimento tecnologico, è necessario condurre un’analisi dei rischi approfondita per identificare le fonti specifiche di contaminazione fisica per il prodotto e l’applicazione in questione. Questa fase deve considerare: 

  • La conoscenza approfondita dei pericoli che sono coerenti con il nostro prodotto 
  • Le dimensioni e la densità del prodotto (che influenzano la sensibilità di rivelazione). 
  • I tipi di confezionamento (ad esempio, pellicola metallizzata, vetro, forme insolite) che possono creare problemi di ispezione. 
  • L’identificazione dei potenziali contaminanti da parte del produttore, che deve andare oltre le definizioni legali (come la FDA) e considerare anche le particelle più piccole. 

Fase due: implementazione strategica dei CCP
Una volta identificati i rischi, i CCP devono essere stabiliti strategicamente. Utilizzare il sistema dei pre-requisiti come elemento mitigante e trasversale ad ogni processo e ambiente. Collocare, se necessario, gli strumenti di ispezione (come il Metal detector o i raggi-X) in punti strategici e di forte impatto al fine di ridurre drasticamente la probabilità che un prodotto contaminato raggiunga la fine della linea. In questo quadro strategico gioca un ruolo fondamentale la scelta della tecnologia adeguata.  

Fase tre: selezione adeguata della tecnologia
La scelta tra rivelazione dei metalli e ispezione a raggi-X (o una combinazione di entrambe) deve essere guidata dai rischi identificati. 

  • Rivelazione dei Metalli (quando): Se il metallo è l’unico rischio possibile o per applicazioni con alluminio o sistemi di ispezione a caduta/tubazioni. 
  • Ispezione a Raggi-X (quando): Se il rischio include contaminanti ad alta densità (vetro, pietra, osso, plastica HD) o se il prodotto è in confezioni metalliche. 

In molti casi, la soluzione più robusta è quella di considerare entrambe le tecnologie in diversi CCP, specialmente se il contratto con il rivenditore lo esige o se è necessario dimostrare di aver adottato tutte le misure precauzionali per la Due Diligence. 

Fase quattro: capacità di rivelazione a prova di futuro
L’investimento in sistemi di ispezione deve essere sostenibile nel tempo e flessibile per i requisiti futuri. 

  • Adattabilità e TCO: Gli strumenti modulari e combinati (quando lo spazio sulla linea è limitato) sono essenziali per soddisfare le esigenze di produzione attuali e future e ridurre il costo totale di proprietà (TCO). 
  • Assistenza e formazione: La manutenzione corretta del sistema, la formazione degli operatori e il supporto preventivo sono cruciali per ottimizzare le prestazioni. 

Fase cinque (opzionale): digitalizzazione e aumento del livello di rivelazione (Due Diligence Digitale)
Per una misura, la contaminazione fisica è inevitabile. La risposta rapida e la dimostrazione di diligenza in caso di richiami richiedono dati di ispezione affidabili e costanti. 

  • Monitoraggio in tempo reale: L’adozione di un processo digitale e automatico per la raccolta dei dati (come il software ProdX™) semplifica il raggiungimento della conformità normativa. 
  • Analisi delle cause principali: La registrazione digitale dei dati è fondamentale per consentire l’analisi delle cause radice, prevenendo il ripetersi degli stessi problemi. Le registrazioni digitali sono più facili da cercare e analizzare rispetto a quelle manuali. 

MV Consulting Srl e la Gestione della Sicurezza Alimentare


Per garantire l’efficacia e l’implementazione corretta di queste cinque fasi, è cruciale collaborare con un partner fidato e competente. L’esperienza di consulenti esperti è indispensabile per comprendere i requisiti specifici dello stabilimento, guidare la scelta della soluzione più idonea (sia essa un avanzato Metal detector o un sistema a Raggi-X), e garantire che le procedure (dall’HACCP alla Due Diligence digitale) siano non solo implementate, ma anche mantenute e verificate costantemente, minimizzando i tempi di fermo e lo spreco di prodotto. 

MV Consulting Srl attraverso un’esperienza di ormai 15 anni a fianco delle maggiori aziende nazionali ed estere, può supportarti nella valutazione della “roadmap” per la prevenzione della contaminazione fisica negli alimenti. 

MV CONSULTING Srl è una società di consulenza specializzata nel settore alimentare e dei materiali a contatto alimentare a livello internazionale. L’esperienza e la competenza dei suoi consulenti, maturata in contesti industriali, può aiutarti ad affrontare in modo professionale ogni progetto.

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Informazioni sull’autore: Marco Valerio Francone

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